San Fele

Un delizioso borgo tra i monti

San Fele è un comune di circa 2.800 abitanti della provincia di Potenza. È situato nella parte Nord-Occidentale della Basilicata e fa parte della Comunità Montana del Vulture. È un comune prettamente rurale. Ricordato per la nascita di San Giustino de Jacobis e per la presenza di uno dei maggiori santuari lucani: Santa Maria di Pierno. Come tutti i paesi del Mezzogiorno, San Fele ha subito una forte emigrazione, che si può suddividere in due fasi. La prima quella che va dalla seconda metà del XIX secolo al Primo Dopoguerra. In questa circostanza le mete erano oltre oceano, ossia l’America (in particolare Brasile, Argentina, Stati Uniti e Canada)La seconda invece va dal Secondo Dopoguerra fino al giorno d’oggi. Nei primi decenni, cioè quelli del Boom Economico, le famiglie si trasferirono soprattutto verso Svizzera (in particolare nei dintorni di Lucerna e Zurigo) Germania, Belgio e Nord-Italia (in particolare Piemonte, Lombardia e Toscana). L’emigrazione degli ultimi anni è costituita da giovani che raggiungono le più importanti città italiane (in particolare Torino, Milano, Firenze, e Roma)

Il Santuario di Pierno

Un chiesetta di mille anni circondata dal verde

Il Santuario di Pierno Nei libri di storia, i primi riferimenti alla zona di Pierno sono collegati alle vicende di Annibale che, nel 210 a. C., sarebbe transitato proprio alle falde del monte. Il condottiero cartaginese, dopo una vittoria sui romani ad Herdonea, (l’attuale Ordona, in provincia di Foggia), decise di trasferirsi con le truppe nella zona nord della Lucania e, attraverso Ascoli satriano, Aquilonia e Conza, raggiunse prima Castelgrande e poi Muro Lucano (l’antica Numistro) dove è ancora ben visibile il ponte su cui sarebbe transitato prima di spostarsi nella valle del Platano. Da qui si allontanò verso il monte S.Croce e, prima di raggiungere Venosa, attraversò la collina alle falde del monte Pierno. La storia vera e propria del Santuario, comunque, nasce nel 1130. Si narra che in quell’anno, a causa dell’invasione dei pirati saraceni, i monaci Romiti Basiliani che abitavano il Monte S.Croce scapparono nella folta vegetazione del vicino monte Pierno e lì, in una cavità rocciosa, nascosero una statua lignea raffigurante appunto la Madonna. Negli anni immediatamente successivi, verosimilmente nel 1139, a seguito della repressione messa in atto dalle truppe antipapali del Re Ruggiero II, San Guglielmo da Vercelli (1085-1142), in fuga dal monastero di Goleto (nei pressi di S.Angelo dei Lombardi), trovò scampo nei boschi del Monte Pierno e lì rinvenne il prezioso simulacro.

Dove dormire

Hotel, agriturismi, B&B e molto altro intorno alle Cascate di San Fele

Dove mangiare

Ristoranti, trattorie e pizzerie dove gustare i prodotti tipici della zona

Cosa fare a San Fele

Scoprire la zona il paese e tuffarsi nel verde della Basilicata